Contesto

Adesione della Svizzera alla Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale

Il Consiglio federale, che si espresse in favore della ratifica della Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (ICERD) già nel 1971, avviò una procedura di consultazione sull’adesione a questo trattato e sulla revisione del Codice penale il 20 dicembre 1989. L’emanazione di una norma penale contro la discriminazione, oggi l’articolo 261bis del Codice penale e l’articolo 171c del Codice penale militare, era richiesta dall’articolo 4 ICERD.

Dalla consultazione, alla quale parteciparono 95 organizzazioni, scaturì una maggioranza molto ampia a favore dell’adesione e della revisione del Codice penale. Forte di questo consenso, il Consiglio federale elaborò il messaggio concernente l’adesione della Svizzera alla Convenzione internazionale del 1965 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale in cui propose, tra l’altro, anche l’istituzione di una commissione federale contro la discriminazione razziale.

Malgrado il messaggio avesse trovato un ampio consenso in Parlamento, venne lanciato il referendum contro la revisione del Codice penale. Secondo i referendari, la nuova norma penale avrebbe limitato la libertà di espressione e favorito un atteggiamento inquisitorio nei confronti delle opinioni altrui. Il progetto venne sottoposto al Popolo, che il 25 settembre 1994 accolse la revisione del Codice penale con il 54,6 per cento dei voti. La convenzione entrò in vigore il 29 dicembre 1994, la norma penale il 1° gennaio 1995. La Commissione federale contro il razzismo venne istituita dal Consiglio federale il 23 agosto 1995 con l’incarico di attuare l’ICERD.

Inizio paginaUltima modifica: 11.12.2018