Norma penale contro la discriminazione razziale

La norma penale contro la discriminazione razziale tutela la dignità e il valore dell'essere umano. L'articolo 261bis del Codice penale svizzero (CP) e l'articolo 171c del Codice penale militare (CPM) puniscono ogni atto razzista che nega pubblicamente a una persona, in modo implicito o esplicito, il diritto a un'esistenza in condizioni di parità perché di razza o identità etnico-culturale diversa o che addirittura le nega il diritto di esistere. Da notare che questi atti sono punibili soltanto se vengono commessi in pubblico. Questo significa che tra i presenti non deve esserci nessun rapporto personale o di fiducia. L'adozione della norma penale contro la discriminazione razziale rientrava tra gli obblighi della Svizzera giusta gli articoli 2 e 4 della Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale. Il tenore esatto della norma è il seguente:

  • Chiunque incita pubblicamente all'odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia o religione;
  • chiunque propaga pubblicamente un'ideologia intesa a discreditare o calunniare sistematicamente i membri di una razza, etnia o religione;
  • chiunque, nel medesimo intento, organizza o incoraggia azioni di propaganda o vi partecipa;
  • chiunque, pubblicamente, mediante parole, scritti, immagini, gesti, vie di fatto o in modo comunque lesivo della dignità umana, discredita o discrimina una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia o religione o, per le medesime ragioni, disconosce, minimizza grossolanamente o cerca di giustificare il genocidio o altri crimini contro l'umanità;
  • chiunque rifiuta ad una persona o a un gruppo di persone, per la loro razza, etnia o religione, un servizio da lui offerto e destinato al pubblico,
  • è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.

Inizio paginaUltima modifica: 12.12.2013