Varie

21.532 Stop a contenuti illegali e fake news sulle piattaforme digitali (Iniziativa parlamentare Pult)

Per proteggere la libera formazione democratica dell'opinione dai contenuti illeciti e dalle fake news, occorre responsabilizzare i giganti di Internet che gestiscono piattaforme come motori di ricerca e media sociali. La legislazione deve pertanto essere adeguata in base a quanto segue:

1. le suddette piattaforme digitali devono essere tenute giuridicamente responsabili dei contenuti illeciti che diffondono anche quando questi provengono da terzi;

2. devono essere emanate disposizioni di legge volte a contenere la diffusione di fake news sulle suddette piattaforme digitali.

21.521 Presunzione legale della legittima difesa e dello stato di necessità dei funzionari di polizia nell’esercizio delle loro funzioni (Iniziativa parlementare Amaudruz)

Il Codice penale svizzero sarà completato come segue:

Art. 18bis CP (nuovo)

Disposizione comune 1 La legittima difesa (art. 15) e lo stato di necessità (art. 17) sono presunti se l'autore è un funzionario di polizia o una persona che agisce nell'esercizio di una funzione comunale, cantonale o federale, nell'ambito della quale è tenuto a vigilare sulla sicurezza delle persone e dei beni.

21.4599 Rilevamento statistico delle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) (Postulato Marti Min Li)

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare la possibilità di allestire, dopo l'entrata in vigore della legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo nonché delle pertinenti ordinanze, una statistica sulle misure ordinate. La statistica potrebbe essere allestita e pubblicata dall'Ufficio federale di statistica, ad esempio analogamente a quella relativa ai reati nell'ambito della violenza domestica.

21.4652 Gender data bias: una crescente sfida sociale (Interpellanza Ryser)

I dati rilevati oggi determinano come sarà la società di domani. Pertanto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Condivide l'opinione che nelle decisioni basate su dati si debba evitare di consolidare eventuali ingiustizie e che quello della mancanza di dati di genere (gender data gap) sia un problema grave con ampie implicazioni sulla società?

2. In Svizzera vi sono ricerche in merito? In caso contrario, sarebbe disposto a esaminare il tema nel contesto svizzero, per esempio mettendo a concorso un progetto di ricerca?

3. Sta seguendo gli sforzi attualmente profusi dall'UE per dotarsi di regolamentazioni in merito ed è in grado di stimarne le conseguenze per la Svizzera?

21.527 Gli incitamenti all'odio e alla violenza a motivo del sesso devono essere punibili (Iniziativa parlamentare Bertschy)

L'articolo 261bis del Codice penale svizzero è modificato come segue:

Discriminazione e incitamento all'odio

Chiunque incita pubblicamente all'odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia, religione, per il loro orientamento sessuale o per il loro sesso, (...)

21.522 Gli incitamenti all'odio e alla violenza a motivo del sesso devono essere punibili (Iniziativa parlamentare Studer)

L'articolo 261bis del Codice penale svizzero è modificato come segue:

Discriminazione e incitamento all'odio

Chiunque incita pubblicamente all'odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia, religione, per il loro orientamento sessuale o per il loro sesso, (...)

21.516 Gli incitamenti all'odio e alla violenza a motivo del sesso devono essere punibili (Iniziativa parlamentare Arslan)

L'articolo 261bis del Codice penale svizzero è modificato come segue:

Discriminazione e incitamento all'odio

Chiunque incita pubblicamente all'odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia, religione, per il loro orientamento sessuale o per il loro sesso, (...)

21.514 Gli incitamenti all'odio e alla violenza a motivo del sesso devono essere punibili (Iniziativa parlementare Binder-Keller)

L'articolo 261bis del Codice penale svizzero è modificato come segue:

Discriminazione e incitamento all'odio

Chiunque incita pubblicamente all'odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia, religione, per il loro orientamento sessuale o per il loro sesso, (...)

21.515 Gli incitamenti all'odio e alla violenza a motivo del sesso devono essere punibili (Iniziativa parlementare De Quattro)

L'articolo 261bis del Codice penale svizzero è modificato come segue:

Discriminazione e incitamento all'odio

Chiunque incita pubblicamente all'odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia, religione, per il loro orientamento sessuale o per il loro sesso, (...)

21.513 Gli incitamenti all'odio e alla violenza a motivo del sesso devono essere punibili (Iniziativa parlementare Marti Min Li)

L'articolo 261bis del Codice penale svizzero è modificato come segue:

Discriminazione e incitamento all'odio

Chiunque incita pubblicamente all'odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia, religione, per il loro orientamento sessuale o per il loro sesso, (...)

22.3259 Evacuare e proteggere le persone queer provenienti dall'Ucraina e dalla Russia (Interpellanza Barrile)

Numerose organizzazioni delle comunità LGBTI in Europa sottolineano che, a causa dell'attacco di Putin all'Ucraina, le persone queer che si trovano nelle zone di guerra sono particolarmente in pericolo. Inoltre, attualmente il più grande movimento migratorio si sta dirigendo verso la Polonia, l'Ungheria e la Romania. Negli ultimi anni i loro governi hanno sostenuto e applicato una politica fortemente ostile alle persone queer, per cui i profughi queer non sono al sicuro in questi Paesi. A causa della radicalizzazione della macchina del potere russa, anche in Russia le persone queer sono maggiormente perseguitate.

Con l'occupazione di territori dell'Ucraina da parte delle forze armate russe è legittimo pensare che determinati gruppi, tra cui le persone queer, verranno perseguitati in modo mirato. Gli Stati Uniti lo hanno già sottolineato il 20 febbraio 2022 in una lettera all'ONU (https://int.nyt.com/data/documenttools/un-human-rights-letter-ukraine/ef8b119f2af25d55/full.pdfpdf).

A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale come si impegna a livello internazionale per sostenere la fuga e, se necessario, l'evacuazione dall'Ucraina e dalla Russia delle persone queer, in quanto gruppo particolarmente vulnerabile?

2. Il Consiglio federale è consapevole della difficile situazione delle persone queer nei Paesi circostanti dell'Europa dell'Est e ritiene possibile chiedere ai loro governi di proteggere globalmente i profughi queer e di non discriminarli?

3. In che misura il Consiglio federale tiene conto della maggiore vulnerabilità dei profughi queer in Svizzera, nell'ambito della loro accoglienza e nei centri d'asilo della Confederazione?

4. Il Consiglio federale sta valutando la possibilità di appoggiare le organizzazioni che assistono e sostengono i profughi queer in Svizzera?

22.3194 LAV. Maggiore autonomia per i Cantoni (Mozione Nantermod)

Il Consiglio federale è pregato di proporre una modifica della legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) affinché il diritto cantonale possa prevedere limiti superiori a quelli fissati nell'articolo 23 capoverso 2 nei casi in cui l'importo della riparazione morale è fissato da un giudice.

22.3857 Punibilità delle violazioni intenzionali del diritto internazionale cogente

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se esistono lacune nel Codice penale e nel Codice penale militare per quanto riguarda la punibilità di violazioni intenzionali del diritto internazionale cogente, in particolare il divieto della tortura, della schiavitù e del respingimento in uno Stato in cui la persona rischia la morte o la tortura, nonché il correlato rifiuto di una procedura d'asilo, e di stilare un pertinente rapporto. Deve inoltre illustrare le possibilità di colmare eventuali lacune con nuove disposizioni penali o di integrare le norme vigenti.

22.3369 Nuovo Piano nazionale d'azione, migliorato, contro la tratta di esseri umani

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un nuovo Piano nazionale d'azione (PNA) contro la tratta di esseri umani tenendo conto delle raccomandazioni formulate nel quadro della valutazione del PNA 2017-2020.

22.3373 Riconoscimento della lingua dei segni mediante una legge sulla lingua dei segni

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un disegno di legge federale sul riconoscimento della lingua dei segni e le pari opportunità delle persone sorde o audiolese, affinché le tre lingue dei segni svizzere siano riconosciute legalmente. La legge si prefigge di riconoscere e promuovere le lingue dei segni e di garantire le pari opportunità delle persone sorde o audiolese.

22.3198 Giustificazione di un crimine contro l'umanità da parte del Consiglio federale

In due interpellanze (Friedl 18.3072 e Ryser 21.3905) è stato chiesto al Consiglio federale di valutare - sul piano storico, morale e giuridico (diritti umani) - la sua posizione del 1864 (Dubs, Schenk, Knüsel, Fornerod, Frey-Herosé, Naeff, Challet-Venel) che aveva giustificato, scusato e sostenuto la schiavitù.

Il Consiglio federale ha risposto negli stessi termini a entrambe le interpellanze: "La reazione delle autorità federali era caratterizzata dalle norme che vigevano negli anni 1860. I criteri sono nel frattempo cambiati e la società di oggi condivide altri valori".

Come già esposto nelle interpellanze menzionate, la posizione dell'attuale Consiglio federale è in palese contrasto con le conoscenze storiche di oggi. Nel 1864, infatti, le norme in vigore non erano più quelle dei governanti del mondo occidentale, bensì solo quelle delle élite schiaviste degli Stati uniti del Sud, di Cuba, del Brasile e delle colonie portoghesi di Angola e Mozambico. Sebbene nel 1864 la schiavitù fosse stata dichiarata un crimine nel mondo intero, l'allora Consiglio federale fu l'ultimo governo occidentale a giustificarla, scusarla, banalizzarla e sostenerla.

Nella sua posizione, l'attuale Consiglio federale valuta e spiega con lo stesso metro di misura la promozione e la messa al bando della schiavitù, il che è eticamente insostenibile e, per la Svizzera, vergognoso. Secondo il Consiglio federale, promozione e messa al bando si fondano su "valori" e questi valori apparentemente possono cambiare. Giustificare un crimine contro l'umanità - che di fatto annulla tutti i valori - sulla base di un cambiamento di valori è inaccettabile.

1. Il Consiglio federale riconosce che la schiavitù nel 1864 costituiva un crimine contro l'umanità?

2. Il Consiglio federale riconosce che giustificare e sostenere la schiavitù nel 1864 significava partecipare a questo crimine?

3. Il Consiglio federale riconosce che la Svizzera - avendo il Consiglio federale legittimato e promosso la schiavitù - è stata corresponsabile delle sofferenze inflitte da cittadini e cittadine svizzeri a uomini, donne e bambini schiavizzati in Brasile?

4. Quali conseguenze comporta la giustificazione della schiavitù da parte del Consiglio federale del 1864 per la Svizzera di oggi?

22.3333 Centri di crisi contro la violenza

Il Consiglio federale è incaricato di creare standard e basi vincolanti affinché in ogni regione della Svizzera siano garantiti centri di crisi per vittime di violenza. In questi centri le vittime riceveranno, sul piano medico e psicologico, una prima assistenza e un sostegno completi e specializzati. Saranno pure garantiti la documentazione e il rilevamento delle tracce da parte di un medico legale senza obbligo di sporgere denuncia. I centri di crisi dovranno essere facilmente accessibili alle vittime e noti alla popolazione. L'obiettivo è migliorare l'aiuto alle vittime e le prospettive di successo del perseguimento penale. I centri di crisi dovranno poter trasmettere le coordinate della vittima, con il suo consenso, direttamente al competente consultorio per le vittime, affinché quest'ultimo possa in seguito contattarla proattivamente.

Occorrerà inoltre chiarire la questione del finanziamento.

22.3334 Centri di crisi contro la violenza

Il Consiglio federale è incaricato di creare standard e basi vincolanti affinché in ogni regione della Svizzera siano garantiti centri di crisi per vittime di violenza. In questi centri le vittime riceveranno, sul piano medico e psicologico, una prima assistenza e un sostegno completi e specializzati. Saranno pure garantiti la documentazione e il rilevamento delle tracce da parte di un medico legale senza obbligo di sporgere denuncia. I centri di crisi dovranno essere facilmente accessibili alle vittime e noti alla popolazione. L'obiettivo è migliorare l'aiuto alle vittime e le prospettive di successo del perseguimento penale. I centri di crisi dovranno poter trasmettere le coordinate della vittima, con il suo consenso, direttamente al competente consultorio per le vittime, affinché quest'ultimo possa in seguito contattarla proattivamente.

Occorrerà inoltre chiarire la questione del finanziamento.