Diritto d'asilo e degli stranieri

20.3420 Considerare la situazione delle persone senza status legale

Il Consiglio federale è invitato a proporre soluzioni pragmatiche di sostegno e collaborazione con le organizzazioni di soccorso per venire in aiuto, in occasione di crisi come quella del Covid-19, alle persone senza status legale (senza documenti o senza permesso di soggiorno valido e/o che lavorano con status precari nell'economia domestica, nella ristorazione, nell'edilizia, ecc.) e che non hanno accesso né alle misure di compensazione salariale, né all'aiuto sociale ordinario, né al sistema sanitario.

20.458 Requisito del domicilio per i rifugiati nell'AVS e nell'AI

La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati decide di elaborare un atto normativo volto a confermare alle autorità incaricate di applicare il diritto che il decreto federale del 4 ottobre 1962 sullo statuto dei rifugiati e degli apolidi nelle assicurazioni per la vecchiaia, i superstiti e per l'invalidità sia poziore alla parità di trattamento dei rifugiati nei confronti dei cittadini svizzeri, sancita dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati.

20.3776 Istituzione di un servizio di mediazione indipendente per richiedenti l'asilo

Il Consiglio federale è invitato a vagliare l'istituzione di un servizio di mediazione indipendente nel settore dell'asilo che funga da interlocutore in caso di violenza, discriminazione e altri gravi problemi nei centri per richiedenti l'asilo.

20.4022 Audizioni condotte senza la presenza di un rappresentante legale. Come rispettare i diritti costituzionali e legali dei richiedenti l'asilo?

Durante il lockdown, quando la parola d'ordine era restare a casa per salvare vite e gli studi legali, medici e i servizi sociali restavano chiusi, le procedure d'asilo sono andate avanti e sono state emanate decisioni d'asilo. Inoltre, l'ordinanza COVID-19 asilo, appena prorogata fino al giugno 2021, continua a permettere alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) di svolgere le audizioni senza la presenza di un rappresentante legale, in violazione dei diritti dei richiedenti l'asilo e della Costituzione federale. La decisione del Consiglio federale di prolungare da sette a 30 giorni il termine di ricorso non risolve i problemi sollevati.
L'Ordine degli avvocati di Ginevra indica che la proroga a 30 giorni del termine di ricorso prevista nell'articolo 10 dell'ordinanza COVID-19 asilo non cambia in alcun modo il fatto che a un richiedente l'asilo è negato il diritto a una rappresentanza legale durante l'audizione.
Thierry Tanquerel, professore all'Università di Ginevra, aggiunge che un termine di ricorso prolungato non può cambiare l'esito di un'audizione conclusasi negativamente per un richiedente l'asilo a causa della mancata presenza di un rappresentante legale.
La situazione successiva al 15 marzo ha potuto causare danni umani importanti in quanto si tratta di questioni esistenziali. Si chiede pertanto di stilare un bilancio indipendente dell'operato della SEM durante il suddetto periodo e oltre. Dovranno essere chiarite le questioni seguenti.
- Quante audizioni sono state svolte senza la presenza di un rappresentante legale (nuova procedura) o di un rappresentante di un'istituzione di soccorso (vecchia procedura)?
- Quante audizioni svolte in procedura accelerata / procedura ampliata in assenza di un rappresentante legale o di un rappresentante di un'istituzione di soccorso si sono concluse con un rigetto della domanda d'asilo corredato di una decisione d'allontanamento e quante con una decisione di non entrata nel merito? Quale percentuale di queste decisioni è stata contestata?
- Quante di queste audizioni sono state svolte in videoconferenza, con un rappresentante legale o un interprete in un locale diverso da quello del richiedente l'asilo? Quante si sono concluse con un rigetto della domanda d'asilo corredato di una decisione di allontanamento e quante con una decisione di non entrata nel merito?

20.3987 Per una prassi coerente in materia di immigrati illegali (sans-papiers)

II Consiglio federale è incaricato di proporre le misure e gli adeguamenti legislativi atti a rendere coerente la prassi in materia di persone immigrate illegalmente (sans-papiers), in particolare negli ambiti seguenti.
1. Limitare il diritto di affiliarsi alle assicurazioni sociali e a percepire le relative prestazioni (in particolare AVS e assicurazione contro le malattie) alle persone con statuto di soggiorno regolarizzato. Sono fatte salve le convenzioni di sicurezza sociali.
2. Inasprire le norme penali per i datori di lavoro che impiegano stranieri privi di documenti, per le agenzie di collocamento che trovano loro lavoro e per i locatori di abitazioni a tali persone.
3. Garanzia dello scambio di dati tra servizi statali per quanto riguarda le persone senza statuto di soggiorno regolarizzato (p. es. in merito alle scuole frequentate e alla promozione individuale).

20.5523

20.4271 Nuove procedure d'asilo. Bilancio intermedio

Dal 1° marzo 2019 sono in vigore le nuove procedure d'asilo, che mirano a chiarire in maniera più rapida se un richiedente l'asilo può restare in Svizzera oppure no. Mentre è assicurata una rappresentanza legale statale per garantire la conformità di queste procedure celeri allo Stato di diritto, un'analisi esterna effettuata da un'associazione di giuristi indipendenti per il diritto d'asilo (Bündnis unabhängiger Rechtsarbeit im Asylbereich) evidenza la necessità di un'ottimizzazione.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.

- Quali conclusioni trae dalla valutazione delle nuove procedure d'asilo? Peraltro una valutazione è stata effettuata o è prevista?

- Come è controllata la qualità della tutela giuridica statale?

- Il numero di procedure celeri che danno luogo a una procedura ampliata è nettamente inferiore al valore indicativo ritenuto: come giudica questa situazione?

- In quanti casi il rappresentante legale statale ha rinunciato al mandato? Per quali motivi?

- Quale bilancio trae dall'impiego di somme forfettarie per caso? Portano agli incentivi auspicati?

- Come spiega le enormi differenze regionali per quanto concerne il tasso di ricorso?

- Ritiene opportuno mantenere ritmi procedurali tanto serrati (anche per quanto riguarda i termini di ricorso)?

20.4265 Rapporto sull'introduzione del braccialetto elettronico nella legge sugli stranieri

Dopo aver consultato i Cantoni, il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto in cui esamina più approfonditamente il fabbisogno e l'opportunità della sorveglianza elettronica nell'ambito delle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri. In tale contesto dovrà anche tener conto delle esperienze fatte dagli Stati europei e di ulteriori alternative alla carcerazione preventiva nel contesto delle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri.

Il Consiglio federale dovrà inoltre esaminare se misure alternative alla carcerazione preventiva sarebbero più opportune rispetto al braccialetto elettronico e in che misura potrebbero essere attuate.

20.4146 Richiedenti l'asilo vittime della tratta di esseri umani all'estero. Accesso alle prestazioni di assistenza durante il periodo di competenza della Confederazione

Dal riassetto, nel marzo 2019, della procedura d'asilo, i richiedenti l'asilo vittime della tratta di esseri umani restano per lungo tempo sotto la competenza della Confederazione. Inoltre, dal 1° gennaio 2020 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) concede alle potenziali vittime della tratta di esseri umani un periodo di recupero e di riflessione.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domane urgenti.

1. Quali conseguenze in materia di diritto di protezione delle vittime esplica per gli interessati la concessione del periodo di recupero e di riflessione? In che modo l'accesso alle prestazioni minime di assistenza previste nell'articolo 12 numero 1 della Convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani (Convenzione) è garantito, durante il periodo di competenza della Confederazione, ai richiedenti l'asilo vittime all'estero della tratta di esseri umani? Secondo il rapporto del 2018 della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), attualmente l'accesso a tre delle sei prestazioni minime, ossia un alloggio adeguato, traduzioni e interpretariato nonché una consulenza specializzata in Svizzera, non sono garantite né in base alla legge sull'aiuto alle vittime di reati né in base all'articolo 12 Cost. In passato la Confederazione ha a più riprese ribadito che le prestazioni minime menzionate sono contenute nell'articolo 12 Cost. In che modo la Confederazione ottempera ai suoi obblighi di cui all'articolo 12 numero 1 della Convenzione in virtù dell'articolo 12 Cost.? Qualora non vi ottemperi, per quale motivo?

2. Quali passi concreti sono intrapresi dalla SEM per garantire l'accesso logistico a queste prestazioni, che devono essere fornite da consultori specializzati di aiuto alle vittime (cfr. art. 12 n. 5 Convenzione)? Come e da chi viene effettuato il triage in questi consultori?

3. Quanto spesso la SEM si è avvalsa di sua iniziativa del diritto di entrata nel merito della domanda d'asilo per vittime della tratta di esseri umani? In quanti casi il ricorso di una vittima della tratta di esseri umani contro una decisione Dublino o d'asilo è stata cassato o accolto dal TAF (preghiamo di indicare il Paese d'origine o lo Stato Dublino, anche se la motivazione della cassazione non si riferisce direttamente alla qualità di vittima della tratta di esseri umani del richiedente l'asilo)?

4. Quante persone considerate dalla SEM come potenziali vittime della tratta di esseri umani sono partite in maniera incontrollata o sono state registrate come passate alla clandestinità?

20.4116 Pratiche problematiche nel rinnovo e rilascio dei permessi di soggiorno in Ticino

Nelle procedure di rinnovo e rilascio dei permessi di soggiorno B e C a residenti stranieri la sezione della migrazione in Ticino adotta pratiche alquanto dubbie. La sezione ignora volutamente la giurisprudenza e si avalla di ripetuti e dispendiosi controlli di polizia per verificare l'effettiva residenza dei richiedenti.

È quanto emerso da un approfondimento della RSI (Falò, 3 settembre u.s.). Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha bellamente affermato che la Legge non gli piace, quindi la applica in maniera più restrittiva possibile. A dire del ministro la prassi restrittiva è frutto di una decisione politica del Consiglio di Stato, che vuole così limitare ad ogni costo, anche appunto ignorando la Legge e la giurisprudenza, il numero di decisioni positive relative al rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno.

Con la presente sono a chiedere al Lodevole Consiglio federale:

1. Quali condizioni devono essere adempiute per ammettere una perquisizione domiciliare in una procedura retta dalla Legge sugli stranieri?

2. Per il rinnovo del permesso B o il rilascio del permesso C, si ritiene proporzionato il ricorso a innumerevoli controlli di polizia, fino a 200 per un singolo caso?

3. Come giudica il Consiglio federale la dichiarazione del Consigliere di Stato Norma Gobbi che il Governo ticinese ha intenzionalmente applicato la Legge in maniera restrittiva e aver volutamente ignorato la Giurisprudenza, perché la Legislazione in materia di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno non gli va a genio e gli fa anzi "ribollire le busecca"?

4. Come si pone il Consiglio federale di fronte all'agire del Consiglio di Stato ticinese, che ha detta del Ministro delle istituzioni intenzionalmente ignora la Legge e la Giurisprudenza in materia di rinnovo e rilascio dei permessi di soggiorno?

20.4112 Inasprire le regole per richiedenti l'asilo che commettono reati e/o si comportano in modo inaccettabile

Recentemente il Deputato al Gran consiglio del Canton Ticino Stefano Tonini ha trasmesso un'interrogazione al Consiglio di Stato ticinese relativo alle situazioni problematiche causate da alcuni richiedenti l'asilo sul territorio ticinese, e in particolare a Chiasso.

Nell'atto parlamentare si fa riferimento a numerose liti per le vie cittadine a seguito di abuso di alcool, risse, turbamento della quiete pubblica e comportamenti totalmente irrispettosi del suolo pubblico urinando anche lungo le principali strade e piazze della città, come pure si menzionano episodi di autolesionismo, senza dimenticare taccheggi e furti vari perpetrati nelle attività commerciali nonché intimidazioni commesse in gruppo ai danni di cittadini che vengono poi derubati dei loro averi.

Tutti questi reati, vengono spesso commessi più volte dalle stesse persone, che restano pressoché sempre impunite. Ultimo in ordine di tempo, oltre ad essere il fatto balzato maggiormente agli onori della cronaca vista la sua spettacolarità, è il furto di un veicolo ad opera di un richiedente l'asilo che ha innescato un successivo inseguimento con la Polizia, mettendo in pericolo la vita dei cittadini come pure quella degli agenti intervenuti.

Ritenuta la grave situazione denunciata e l'assenza di misure coercitive che potrebbero rieducare o avere un effetto deterrente a questi comportamenti intollerabili, chiedo al Consiglio federale:

1. Quando un richiedente l'asilo adotta un comportamento irrispettoso come quello sopra descritto o addirittura commette dei reati, quali provvedimenti vengono presi?

2. La Confederazione intende adottare regolamenti o sanzioni più severe all'interno dei propri Centri federali per richiedenti l'asilo nei confronti di coloro che, come nei casi sopra descritti, commettono reati e/o si comportano in modo inaccettabile (p.es. divieto di uscita temporanei, o altre misure simili)?

3. Nel caso di una richiesta d'asilo pendente, a fronte di questi comportamenti la stessa può essere negata? Se no, quali sono le condizioni o i reati che comportano un diniego della richiesta?

4. Negli ultimi anni quante sono state le richieste d'asilo respinte di richiedenti l'asilo che hanno commesso dei reati in territorio elvetico? A quale quota corrisponde sul totale delle richieste d'asilo negate?

20.4110 Seguire l'esempio austriaco e non accogliere migranti da Moria, malgrado le pressioni strumentali della solita parte politica

L'incendio al centro di raccolta migranti di Moria sull'isola di Lesbo, appiccato dai migranti stessi che non volevano stare in quarantena a causa del coronavirus, ha suscitato la scontata ondata di richieste, da parte di una certa parte politica - quella che ha evidenti interessi nell'alimentare ad oltranza l'industria dell'asilo - di accogliere in Svizzera un numero "il più elevato possibile" di asilanti provenienti dall'isola greca.

Pretese in questo senso sono state avanzate sia a livello federale che cantonale che comunale (malgrado la competenza sia evidentemente federale) tramite svariati atti parlamentari fotocopia.

Il governo austriaco dal canto suo ha già annunciato che non intende accogliere migranti in arrivo da Moria: farlo equivarrebbe infatti a premiare l'immigrazione illegale - e quindi i passatori - e ad incoraggiare la distruzione di centri di raccolta ad opera di richiedenti l'asilo per farsi trasferire nell'Europa continentale. Ed infatti, dopo quanto accaduto a Moria, sull'isola di Samos sono già scoppiati incendi "sospetti".

Chiedo al Consiglio federale:

1. Il Consiglio federale ritiene che l'immigrazione clandestina e l'incendio di centri di raccolta posti al di fuori dall'Europa continentale da parte dei migranti stessi al fine di ottenere trasferimenti "verso ovest" vadano incoraggiati?

2. Allo scopo di non incoraggiare l'immigrazione illegale e di non favorire i passatori e nemmeno la distruzione dolosa di centri di raccolta, il Consiglio federale ha intenzione di non accogliere migranti in arrivo da Moria, seguendo l'esempio dell'Austria?

3. Non ritiene il Consiglio federale che l'accoglienza di migranti in arrivo dalle isole greche a seguito degli incendi dolosi appiccati ai centri di raccolta farebbe passare messaggi sbagliati e pericolosi, incoraggiando gli asilanti a mettersi in pericolo per raggiungere clandestinamente l'Europa occidentale, ciò che rischierebbe di ricreare la situazione disastrosa del "caos asilo" del 2015?

20.4064 Non accogliere i richiedenti l'asilo provenienti da campi dati alle fiamme

La Svizzera non può accogliere persone provenienti da campi incendiati, poiché altrimenti potrebbe verificarsi un effetto di richiamo. Altri campi potrebbero venir dati alle fiamme al fine di giungere in Europa.

Non ci si può arrendere ai gruppi aggressivi che cercano di ottenere l'entrata in Europa con la violenza.

La Grecia nutre riserve simili e non vuole una ripartizione in Europa. Questa sua posizione va rispettata.

La Grecia va sostenuta nel quadro dei fondi già stanziati per l'aiuto umanitario.

20.4053 Revoca del permesso di dimora o di domicilio in seguito alla revoca dello status di rifugiato

Il Consiglio federale è incaricato di presentare all'Assemblea federale una modifica delle basi legali rilevanti che permetta di revocare i permessi di dimora o di domicilio o di sostituire un permesso di domicilio con un permesso di dimora nel caso in cui a una persona sia stato revocato l'asilo o disconosciuta la qualità di rifugiato.